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Marocco – La speranza negli occhi di Ayoub che non si arrende

Simona
16 Ottobre 2020
Le Migrazioni, Storie

di Isabella Panfili, ISCOS Marche

Ayoub ha quasi undici anni e tutti colori del Sud del Marocco. Un Marocco africano, poco conosciuto ancora. Un Marocco di villaggi berberi nascosti tra piccole oasi, all’ombra di ripidi canyons di terra rossa, sulla strada che da Marrakech conduce verso il Sahara, attraverso le montagne di terra brulla dell’Atlante.

Ayoub vive in un villaggio vicino al ksar di Ait Ben Haddou, celebre destinazione del turismo di avventura, sulle antiche vie carovaniere per il deserto, al confine con l’Algeria e, più a Sud, con la Mauritania. 

Dal mese di Marzo 2020, lo ksar sembra diventato un villaggio fantasma. Le piccole botteghe degli artigiani, i ristoranti, i caffè… tutto é stato chiuso in attesa che l’emergenza finisca e tutto torni alla normalità. Tuttavia, qui senza turismo e con il deserto che avanza ogni giorno strappando alle oasi pezzi di verde, é difficile immaginare di cosa altro vivere. I pochi risparmi accumulati stanno finendo, la gente é preoccupata e molte famiglie iniziano a non avere di cosa mettere in tavola.

Ayoub racconta la sua storia. E’ nato con una malformazione abbastanza evidente al braccio destro. Sua madre é rimasta vedova quando lui aveva poco più di due anni. Un figlio con disabilità e una sorella poco più grande, Fatima, da crescere da sola, grazie all’aiuto dei parenti vicini e lontani, alla solidarietà della comunità e a quel poco di sostegno che arriva dal Governo. 

Una strada difficile, più difficile ancora in questi mesi, nei quali tutti sono costretti a tirare la cinghia e gli aiuti faticano ad arrivare. 

Ayoub non parla molto. Con una saggezza antica, rara per un ragazzino della sua età, ci mostra tutto il coraggio e la pazienza delle popolazioni berbere che vivono alle porte del deserto. I suoi occhi e la sua dolcezza raccontano di una speranza che non si arrende, di una capacità di affidarsi che sta tutta dentro quell’inchallah – se Dio lo vuole. 

Tutto andrà bene, Ayoub, faremo del nostro meglio. E’ una promessa. 

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