Caritas Italiana – Balcani

In collaborazione con: Caritas Hellas, Caritas Albania, Caritas Serbia

A causa del lockdown e delle misure intraprese per prevenire la diffusione del contagio da COVID-19 in tutta l’area dei Balcani, decine di migliaia di migranti in transito lungo la rotta balcanica sono stati rinchiusi per mesi all’interno dei campi profughi presenti in tutta l’area.

Questi campi, già di per sé molto fatiscenti, durante il lockdown si sono trasformati in luoghi dalle condizioni estreme: sovraffollati, senza servizi adeguati, in condizioni igieniche pessime, con gravi rischi per la salute psichica per i migranti che venivano ospitati. Tra i migranti ospitati nei campi, coloro che hanno maggiormente sofferto le condizioni disumane durante il lockdown, ci sono le famiglie con bambini e i minori non accompagnati.

L’intervento intende rafforzare i servizi di accoglienza, di inclusione e di supporto psico-sociale offerti dalle Caritas di Grecia, Albania e Serbia. Servizi rivolti per sostenere le famiglie con bambini ed i minori non accompagnati presenti nei campi, grazie alle attività quotidiane di tutela dell’infanzia, di supporto psicologico, di educazione ed animazione, di distribuzione di materiale e presidi igienici.

I campi profughi e le strutture di accoglienza coinvolte nell’intervento sono cinque: campo profughi Kara Tepe nell’isola di Lesbo, in Grecia; case di accoglienza Caritas di Atene; casa di accoglienza Caritas  a Girocastro, in Albania; campo profughi Bogovadja presso Valjevo, in Serbia; campo profughi Principovac a Sid in Serbia.


Organizzazione


Località

Europa – Grecia, Albania, Serbia, Balcani


Beneficiari diretti

1.000 migranti


Valore dell’intervento

50.000 Euro


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