Caritas Italiana – Turchia

La Turchia è un passaggio obbligato dei flussi che dal Medio ed Estremo Oriente si muovono verso l’Occidente in cerca di speranza. Le politiche europee e internazionali basate sulla militarizzazione e sull’esternalizzazione dei confini, hanno fatto sì che la Turchia diventasse una sorta di purgatorio, una no man’s land – una terra di nessuno – dove uomini, donne e bambini sono costretti a rimanere in stallo per anni, senza la possibilità di ricostruirsi una vita, di progettare il futuro.

La stragrande maggioranza delle persone in fuga sono siriani, martiri vivi di una guerra lunga 11 anni. Vivono principalmente distribuiti nelle città di confine quali Şanlıurfa, Gaziantep, Hatay e Kilis, ma anche in altre grandi città della Turchia come Istanbul, Izmir, Iskenderun.

Su un milione di rifugiati siriani impiegati, il 95% lo è in modo informale. Nonostante i siriani abbiano il diritto al lavoro, i loro datori sono restii ad avviare le pratiche, lasciando così molti di questi lavoratori senza tutele, vittime di un’instabilità che rende ancora più vulnerabile la loro vita quotidiana.

Tuttavia la povertà, la mancanza di assistenza sociale e la disoccupazione affliggono in particolare le donne a causa dei bassi livelli di istruzione e, conseguentemente, delle scarse competenze tecniche e linguistiche. L’intervento è teso a favorire un percorso di autonomia femminile destinato a 50 donne migranti, grazie ad attività di formazione professionale ed il successivo inserimento lavorativo. Si favorisce l’accesso a corsi di formazione professionali, all’organizzazione di stage lavorativi presso imprese locali; sia di promuovere la nascita di micro imprese attraverso una formazione ad hoc ed il sostegno finanziario.

Organizzazione


Località

Turchia – Istanbul, Izmir e Iskenderun  


Storie dal campo

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